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Descrizione

Il territorio del GAL La Cittadella del Sapere è rappresentato da 27 comuni della provincia di Potenza collocati nell’area Sud- Occidentale della Basilicata. Occupa una superficie territoriale di circa 1571 kmq, ha una popolazione di circa 75 mila abitanti ed una densità abitativa di 47 abitanti per kmq.
Dal punto di vista amministrativo l’area è suddivisa in tre Comunità Montane: Alto Sinni, Val Sarmento e Lagonegrese e rientra quasi completamente nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino ed in parte in quello del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

La configurazione morfologica dell’area poggia sulle componenti del Pollino e della Valle del fiume Sinni, a sud-est della dorsale appenninica lucana, della Valle del fiume Noce nella direzione occidentale. Il paesaggio è caratterizzato da scenari variegati con caratteristiche sostanzialmente uniche che vanno da quelle proprie dell’Appennino meridionale a quelle tipicamente mediterranee.
Gli elementi orografici del territorio segnano in maniera evidente anche le dinamiche demografiche che si registrano nei vari comuni influenzando i livelli di dispersione della popolazione residente: in generale le maggiori altimetrie si associano a livelli più elevati mentre lungo le fondovalli gli abitanti si concentrano maggiormente nei centri abitati e pertanto i relativi indici risultano essere sensibilmente inferiori. Anche il sistema di relazioni sociali dell’area del GAL è in parte influenzato dalla natura orografica e dal diverso grado di accessibilità del comprensorio; sono del tutto assenti i collegamenti ferroviari mentre quelli viari sono affidati alla statale Sinnica che attraversa in maniera trasversale tutto il comprensorio, alla fondovalle del Noce ed al tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Rimangono invece poco agevoli, i collegamenti interni soprattutto per ciò che concerne i comuni più interni dell’area ove gli spostamenti sono in gran parte assicurati da assi viari realizzati sulle pertinenze golenali dei torrenti che li originano.

L’assetto produttivo del comprensorio è connotato da elementi di squilibrio e di debolezza ma anche da interessanti potenzialità in grado di favorire tendenze occupazionali positive.
L’economia dell’area del GAL è fortemente legata alle attività turistiche di Maratea ed a quelle artigianali e di carattere commerciale che insistono principalmente nei territori a ridosso del massiccio del Pollino, nell’area del Medio Sinni e in alcuni comuni di maggiori dimensioni del comprensorio (lavorazione del legno, ferro battuto, marmo e vendita di macchinari e componentistica meccanica). In generale il settore produttivo del comprensorio si caratterizza per una diffusa debolezza delle forme organizzative della produzione locale che limita enormemente la competitività delle imprese. Se si escludono alcune situazioni produttive consolidate ed in grado oramai di essere riferimento non solo per il comprensorio ma per l’intera provincia, il tessuto imprenditoriale locale registra mediamente una scarsa capacità di interpretare correttamente le dinamiche dei mercati e di cogliere le opportunità di profitto. Ciò si ripercuote negativamente sulle scelte strategiche aziendali finendo per pregiudicare il livello competitivo dell’intero apparato produttivo dell’area GAL.
Il settore agricolo presenta elementi di potenzialità in virtù della numerosità dei prodotti agro-alimentari a connotazione di tipicità ma non riesce a raggiunge quel livello di maturità a cui potrebbe aspirare a causa di uno scarso dinamismo e di condizioni di isolamento accentuate in alcune parti del comprensorio. Le dimensioni mediamente ridotte delle strutture agricole costituiscono un notevole vincolo rispetto alle rese ed alla produttività delle stesse imprese, rendendole quindi meno competitive ed ostacolando gli investimenti in innovazione. Anche l’attuale fase congiunturale non rende di fatto favorevoli le condizioni di redditività delle imprese, determinando una situazione generale di particolare delicatezza considerato che in molti contesti del territorio le attività agricole rivestono un peso ancora rilevante nell’economia locale. Infine, da diversi anni l’agricoltura locale registra situazioni di crisi e richiederebbe interventi di ristrutturazione dei propri modelli organizzativi e di creazione di servizi reali in grado di accrescere la competitività delle produzioni ed il grado di penetrazione commerciale.
 
Il comprensorio è caratterizzato dalla presenza di un patrimonio ambientale di pregio e di emergenze di carattere storico-culturale degne di nota. L’area è compresa nei perimetri del Parco Nazionale del Pollino e del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese ed assegna assegna naturalmente, e da sempre, ai comuni di montagna ed alla vicina Maratea il ruolo di centri turistici più importanti, espressioni significative di un turismo che abbina a pochi Km di distanza bellezze paesaggistiche come quelle delle vette del Pollino unite alla spettacolarità della costa tirrenica.
Molto vive sono nell’area le manifestazioni e le testimonianze di carattere storico ed etno-popolare; i numerosi riti arborei praticati nei comuni più prossimi al Pollino e le manifestazioni di carattere religioso, accompagnate dalle attività di recupero e valorizzazione della minoranza etnico-linguistica arbereshe sottolineno la vivacità culturale che anima molte comunità presenti nel territorio. Gli abitanti sono fortemente identificati con il proprio territorio e ciò permette di tenere vive ancora oggi, e in maniera spontanea, tradizioni gastronomiche, artigianali e appartenenti al mondo rurale e contadino sempre più in via di estinzione.
Le attività agricole ed artigianali conservano ancora alcune caratteristiche legate alla capacità manuale delle persone che le rendono uniche. La gastronomia, dalla pasta fatta in casa ai salumi, dal pane ai dolci tipici, dalle specialità di carne ai piatti di pesce, si basa su metodologie e ricette tramandate di generazione in generazione. Ogni gusto, ogni profumo, ogni colore esalta semplicità e genuinità, testimoniando il forte legame dell’uomo con la natura ed i tratti di questi luoghi, e lasciando poco spazio a difficili elaborazioni e contaminazioni.  I volti, la gestualità, i dialetti, la passione e la spontaneità delle persone che vivono in queste comunità sono tra i fattori che rappresentano la base su cui diffondere la cultura dell’accoglienza, determinante per accrescere la capacità attrattiva dell’intero territorio.

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